L’agrivoltaico – la co-ubicazione di pannelli solari e produzione agricola sullo stesso terreno – si sta spostando da curiosità di ricerca a realtà commerciale. Nelle economie con scarso territorio come il Giappone, la Corea del Sud e alcune parti d’Europa, l’agrivoltaico risolve la tensione politica tra lo sviluppo solare e la conservazione dei terreni agricoli. Per gli agricoltori che vivono in climi caldi, i benefici legati all’ombra e alla conservazione dell’acqua rappresentano un bonus di produzione in aggiunta al reddito da locazione.

Perché l’agrivoltaico funziona: l’effetto microclima

I pannelli solari creano un microclima distinto sotto e intorno a loro. Nei climi caldi e aridi, questo microclima può essere molto vantaggioso per l’agricoltura:

Questi benefici sono più pronunciati nei climi caldi e ad alta irradiazione (MENA, Asia centrale, Sud e Sud-Est asiatico). Nei climi temperati, l’effetto ombra può ridurre la resa delle colture che richiedono sole, rendendo la selezione delle colture ancora più critica.

Guida alla scelta delle colture

Tipo di colturaTolleranza all'ombraResa sotto il 30% di ombraNote
Lattuga, spinaci, cavoliAlto+10–30% rispetto al pieno soleL'ombra riduce la bullonatura in estate; ideale per climi caldi
Erbe aromatiche (basilico, menta, coriandolo)Alto+5–15%L'ombra migliora la concentrazione dei composti aromatici in alcune erbe
FragoleMedio-altoRiduzione dello 0–20%.L'ombra prolunga la stagione; buono per i climi temperati
Ortaggi a radice (barbabietola rossa, ravanello)MedioRiduzione dello 0–10%.Tollerante all'ombra; compatibile con la raccolta meccanizzata
Grano, orzoMedio-bassoRiduzione del 10–25%.Realizzabile solo con sesti di fila molto larghi (>10 m)
Mais, girasoliBassoRiduzione del 25–50%.Non raccomandato; significativa perdita di rendimento anche in ombra parziale

Progettazione strutturale: il problema dell'altezza

La sfida ingegneristica più significativa nel settore agrivoltaico è l’altezza di montaggio del pannello. I sistemi standard montati a terra utilizzano una distanza minima dal suolo di 0,5–1,0 m, adeguata per la gestione della vegetazione ma non per le operazioni agricole. Per consentire l'agricoltura sotto i pannelli, è necessario aumentare lo spazio libero:

Il Land Equivalent Ratio (LER): perché vince il duplice uso

Il Land Equivalent Ratio confronta la produttività combinata di un sistema agrivoltaico con alternative monouso. Se un sito agrivoltaico di 1 ettaro produce l’85% della produzione solare di un parco solare dedicato di 1 ettaro E il 60% della produzione agricola di 1 ettaro di terreno agricolo dedicato, il LER = 0,85 + 0,60 = 1,45 – il che significa che il sistema agrivoltaico è il 45% più produttivo del terreno rispetto all’utilizzo di due ettari separati per ciascuno scopo.

I valori LER pubblicati per sistemi agrivoltaici ben progettati variano tipicamente da 1,3 a 1,9. Questo è l’argomento principale a favore dell’agrivoltaico nei mercati con vincoli fondiari e per i governi che impongono la conservazione dei terreni agricoli.

Mercati e regolamentazione

Il sistema di “condivisione solare” del Giappone è il quadro normativo più sviluppato al mondo e richiede che la produttività agricola sui terreni agrivoltaici sia mantenuta a ≥80% dei livelli di pre-installazione (valutati su un periodo di 3 anni). La Francia ha imposto carport solari e impianti agrivoltaici sulle aree di parcheggio superiori a una dimensione minima nel 2023. Corea del Sud, Germania (standard Agri-PV DIN SPEC 91434) e Australia hanno tutti progetti agrivoltaici attivi. In Asia centrale e MENA – mercati chiave per Econo Solar – l’agrivoltaico è nascente ma in rapida crescita, spinto dallo stress idrico e dalle esigenze di produttività del territorio.